Azienda Agricola Le Coste

Indirizzo: Via Piave, 7, 01010 Gradoli VT, Italia
Tel: 0761456685 - 287926950 e 3396802341
Fax: 0761456685
Email: lecostedigradoli@hotmail.com

Azienda Agricola Le Coste di Gian Marco Antonuzi
Clémentine Bouvéron e Gian Marco Antonuzi


L’azienda agricola Le Coste è un progetto che nasce partendo da zero, mosso da grande passione per la natura ed i prodotti che ne derivano, ma soprattutto dalla voglia di rivalutare un territorio magnifico dal potenziale straordinario. Tutto inizia con l’acquisto, nel febbraio 2004, di un terreno di tre ettari, in stato d’abbandono da più di vent’anni, una volta un “giardino” coltivato a vite ed ulivi. La linea direttrice, l’obbiettivo è una produzione di qualità che esprima fortemente il territorio, tenendo conto dell’ambiente circostante, rispettando e favorendo gli equilibri naturali spesso interrotti dai meri interessi di profitto. A tal fine si pratica un agricoltura naturale al 100%, col minimo impiego di mezzi meccanici e di risorse energetiche.
Ecco come abbiamo cominciato a portarlo avanti, consapevoli che avere a che fare con la natura impegna duramente ed a lungo termine.

Ubicazione
L’azienda si trova a Gradoli, comune laziale in provincia di Viterbo, al confine con la Toscana e l’Umbria, a circa 30 km dalla costa mediterranea, distante meno di 130 chilometri a nord di Roma. È situata in collina, a 460 metri s.l.m., sopra un lago di recente formazione vulcanica (circa 1 milione di anni fa), il lago di Bolsena. Il terreno è composto perlopiù da un suolo sciolto, lapilloso, tufaceo, ricco di sostanze minerali e ferrose.

I terreni e le colture
I lavori di ripulitura nell’estate 2004 ci hanno permesso di recuperare le vecchie terrazze, delle “coste” esposte a sud-est (da cui il nome all’azienda), tra loro differenti nel microclima e nella composizione del suolo, molto interessanti nel caratterizzare fortemente i prodotti che ne derivano.
Dopo il riposo invernale, abbiamo piantato con la buona luna di marzo un ettaro e mezzo di vigna, con una densità di 10000 viti per ettaro. Abbiamo messo a dimora due porta innesti poco vigorosi, innestati sul campo a “occhio dormiente” nell’agosto 2006 da uno dei pochi artigiani ancora in grado di praticare questa tecnica tramandatagli dal padre, l’amico illustre e compaesano Gaetano Calcagno. I vitigni impiegati sono quelli tradizionali della zona, frutto di una attenta selezione massale nei pochi vecchi vigneti rimasti. Rossi : greghetto ed aleatico; bianchi : procanico, moscato e un po’ di malvasia.
Come da tradizione, insieme alla vigna ci dedichiamo alla coltivazione dell’ulivo.
Gli ulivi secolari trovati sulla proprietà sono stati sottoposti ad una potatura di ricostituzione con lo scopo di abbassarli, riformando la pianta al fine di avere una produzione qualitativa nel 2008-2009. Si tratta di piante di varietà Canino, una selezione fatta anticamente, derivata dalla selvatica Olivastra coltivata già dagli Etruschi. È un’oliva molto piccola, con poca polpa, dura, resistente alle malattie e al distacco nel momento della raccolta.
Di maturazione tardiva, è considerata di ottima qualità, sia a livello organolettico che nutritivo poichè ricca di sostanze polifenoliche. Per l’impollinamento e la biodiversità, sono presenti le varietà Frantoio, Moraiolo e Leccino (10%).
In attesa dell’entrata in produzione dei nuovi impianti (vendemmia 2008) abbiamo affittato già dal 2005 oltre due ettari di vecchie vigne (40-60 anni) nelle colline sovrastanti il lago di Bolsena. Queste vecchie vigne, come l’esigenze dell’epoca favorivano, sono coltivate con un sistema promiscuo con gli alberi da frutto e gli ulivi, in un paesaggio magnifico, in un sano equilibrio.
Anche per la produzione di olio, oltre ai nostri ulivi coltiviamo circa due ettari di uliveto in locazione.

La coltivazione
Su tutta la proprietà, come già accennato, si pratica un’agricoltura “naturale”, estremamente sensibile al rispetto del territorio, tesa al raggiungimento di un equilibrio naturale. A tal fine pratichiamo un agricoltura promiscua: vite, ulivi, alberi da frutto e seminativo.
Per favorire lo sviluppo di humus, dunque una fertilità naturale, non utilizziamo concimi chimici né organici mineralizzati, solo composti aziendali e il preparato biodinamico corno letame 500. Per il controllo delle erbe infestanti e l’aerazione del suolo ci limitiamo a due lavorazioni meccaniche e due o tre zappature manuali intorno alle viti ed agli ulivi. Nei nuovi vigneti il sistema d’allevamento è ad alberello con palo tutore, le vecchie vigne sono a spalliera, spesso con testate e sostegni nel filare costituiti da peschi, ciliegi ed ulivi.
I trattamenti, solo nella vigna, sono a base di zolfo naturale in polvere e solfato di rame, coadiuvato dall’applicazione di preparazioni biodinamiche quali corno silice 501 nella fase di sviluppo vegetativo, tisane di equiseto ed ortica, per attenuare le condizioni favorevoli di sviluppo delle malattie crittogamiche.

Metodi di produzione e prodotti
VINO: la vendemmia è eseguita manualmente dalla fine di settembre ai primi di ottobre. La vinificazione è fatta senza l’impiego di particolari tecnologie di cantina né con l’aggiunta di alcun prodotto enologico: la fermentazione è spontanea per mezzo di lieviti indigeni, senza aggiunta di anidride solforosa; la malolattica si svolge subito dopo la fermentazione alcolica o in seguito al risveglio primaverile.
I metodi di vinificazione cambiano a seconda dell’andamento stagionale, in relazione alla maturità e alla sanità dell’uva, all’età delle vigne e alle varietà dell’uva.
L’aleatico è un vitigno a bacca rossa di tipo aromatico, appartenente alla famiglia dei moscati. Caratterizza una delle D.O.C. più vecchie e prestigiose d’Italia, “Aleatico di Gradoli”, ormai in declino a causa del poco prodotto perlopiù di scarso interesse qualitativo. Nella nostra azienda se ne produce una versione naturalmente dolce, ottenuta con l’appassimento delle uve appena raccolte, appese all’aperto per circa un mese; dopo una fermentazione molto lunga a contatto con le bucce, data la ricchezza zuccherina (circa 550gr/lt di zuccheri) questa si arresta spontaneamente per l’impossibilità dei lieviti di continuare a trasformare gli zuccheri in alcool; l’affinamento avviene in caratelli di rovere da 60 e 110 litri per minimo tre anni. Col celebre motto “Alea jacta est” si contraddistingue l’aleatico vinificato secco, prodotto con uve vendemmiate a maturità senza alcuna ulteriore passitura; fermenta più di tre settimane a contatto con le bucce, affina 18 mesi in botti di rovere da 500 litri.
Dalle uve greghetto, antica selezione massale locale del più noto sangiovese, si ottengono due rossi : il “Rosso Più”, prodotto dalla selezione delle migliori vigne ed uve, fermenta in tini troncoconici aperti di rovere e affina circa due anni in botti da 225 e 500 litri ; il “Rosso”, prodotto con le altre uve di greghetto, insieme ad altre varietà autoctone mischiate nelle vecchie vigne, quali ciliegiolo, vaiano, colorino, cannaiolo, fermenta ed affina in vecchie botti da 18hl in rovere di slavonia.
Con le uve procanico, e l’aggiunta di piccole percentuali di malvasia e altre varietà locali (ansonica, greco, roscetto, verdello), facciamo due vini : il “Bianco”, vinificato in bianco con pressatura diretta di uve intere, fermentato ed affinato in tino, poi ulteriormente in bottiglia; il “Bianco del Paino”, vinificato con macerazione sulle bucce di circa tre settimane, matura 18 mesi in botti di rovere da 500 litri, poi ulteriormente in bottiglia.
Il moscato può essere dolce, se ottenuto con uve appassite all’aperto, o secco.
Tutti i vini sono imbottigliati senza alcuna filtrazione né chiarifica, senza l’aggiunta di alcun prodotto enologico stabilizzante o conservante, senza l’impiego di anidride solforosa o metabisolfito. Ciò contraddistingue i nostri vini nell’essere VINI NATURALI al 100%.

OLIO D’OLIVA: la raccolta delle olive si effettua tra fine ottobre e fine novembre. È fatta manualmente con l’ausilio di pettini pneumatici che battendo velocemente fanno distaccare le olive che cadono sui teli. Ad albero finito, le olive sono selezionate e pulite grossolanamente, poi messe subito in cassette forate da 20 kg. La sera stessa o massimo l’indomani vengono portate al mulino per l’estrazione dell’olio. Impieghiamo due metodi di estrazione differenti :
Il metodo continuo si avvale di un frangitore composto di martelli e coltelli: la pasta ottenuta, dopo la gramolatura, finisce nella centrifuga che separa la parte solida dal liquido oleoso. Quest’ultimo è introdotto in un separatore a centrifuga che in poco tempo separa l’olio dall’acqua di vegetazione. Il processo dura massimo un’ora e mezza, la temperatura non supera i 26 gradi, perciò rientra nella categoria dei sistemi “a freddo”. È un metodo moderno che accorcia i tempi di lavorazione, limitando l’ossidazione e sfavorendo l’accentuazione di qualsiasi difetto odoroso.
Il metodo tradizionale consiste nell’antico sistema di estrazione con macine in pietra e presse. Seppure tradizionale nella concezione si avvale oggi di tutta la tecnologia possibile per accorciare i tempi di lavorazione e soprattutto per assicurare la massima pulizia in tutte le fasi. Questo metodo si caratterizza per un’estrazione più lenta e delicata, temperature basse (nessun riscaldamento meccanico) e tempi più lunghi.
Entrambi gli oli sono messi in bottiglia a fine gennaio, senza filtrazione, ma in seguito a decantazione naturale.